venerdì 15 aprile 2016

Tag: 25 fatti libreschi

Da un sacco di tempo non facevo un tag. Mi mancava. In effetti li trovo un ottimo modo per curiosare nella mia "capoccia" e darmi delle risposte. La dolcissima Ariel del blog L'angolo di Ariel mi ha nominata per partecipare e io ho accettato con molta gioia. Il gioco è semplice: elencare 25 cose di me legate ai libri e al loro mondo.
Cercherò di essere breve. So che ce la potete fare a leggerli tutti! 

1. Non riesco a decidere qual è il mio genere preferito.
2. So che il mio genere preferito non è il non genere. Amo i romanzi che possono essere inseriti in una categoria. 
3. Ho paura dei libri thriller. Sono una cag<sotto. 
4. Le biblioteche mi piacciono tantissimo ma non prendo mai libri in prestito. 
5. Ho scoperto di amare i romanzi rosa solo tre anni fa. 
6. Ho letto Harry Potter almeno dieci volte. 
7. Ho letto libri favolosi ma Harry Potter continua a rimanere in assoluto il mio preferito. Dopo più di dieci anni, mi vengono ancora i brividi in certi punti.
8. Gradirei molto che gli italiani apprezzassero nel giusto modo il fantasy e la fantascienza.
[Si nota che sto cercando di usare sinonimi di "mi piace"?]
9. Per anni ho pensato che non avrei mai ceduto al fascino degli eBook e invece... cavolo, come mi hanno conquistata! Il fatto è che i libri che mi conquistano poi me li compro anche in cartaceo. Ho qualche problema, dite? 
10. Continuo a preferire il cartaceo ma sul letto l'eBook è decisamente più comodo. Non mi cade sul naso, tanto per dirne una
11. Dimentico sempre i nomi degli autori dei libri che leggo, anche se li adoro, tranne quelli italiani. Vai a capire. 
12. Mi piace tanto leggere i libri in francese. Tantissimo.
13. Colleziono segnalibri. Ne ho due tazze piene. Una rosa fucsia e una bianca. Preferisco quelli di carta. Possibilmente bianchi con i fiorellini. Sì, mi disgusto anche da sola. 
14. Ricevere libri in regalo mi rallegra molto.
[A che punto sono?]
15. Probabilmente sono l'unica al mondo a cui non piace Il profumo di Süskind
16. Ho letto Piccole Donne subito dopo aver finito Il profumo di Süskind perché sentivo il bisogno di essere felice. Era notte, ero un'adolescente e in casa non avevo la cioccolata. 
17. Quando un libro mi assoggetta smetto di mangiare e di bere perché lo devo finire. 
18. Non sono mai riuscita ad arrivare alla fine de Il Signore degli anelli. Sono giunta a un punto in cui non potevo più seguire Smeagol e Frodo senza pensare che volevo che un nano o un elfo li prendesse a testate
19. Le librerie sono un posto magico in cui sosterei per un sacco di tempo anche senza comprare niente. 
20. Apparirò come una superficiale ma... le copertine contano. Molto. 
21. Sono convinta che leggere i romanzi storici sia un modo eccezionale per imparare la storia.
22. Vorrei che tutti leggessero i libri che mi piacciono.
23. Rileggo spesso i libri che mi hanno colpita.
[Uh che brava, me ne mancano due!]
24. Leggo sempre i ringraziamenti degli autori. Sono troppo curiosa. 
25. Quando finisco un libro che mi è piaciuto tanto mi adombro e divento triste.

Ed eccoci qui. Che ne dite? 

Dovrei nominare qualcuno di voi affinché aderisca al tag ma non lo farò perché... mi piacerebbe che lo faceste tutti. Sentitevi pure liberi di declinare gentilmente. Gentilmente, ho detto. Ma siate amabili e fatelo anche voi. 

Emmosamente,
M. 

martedì 12 aprile 2016

Io, le lingue e Goodreads

Emmosi! Oggi arrivo così, di martedì. Una lezione su Skype cancellata ed eccomi a sproloquiare e a tenervi compagnia. 

Sono uscita dall'università con un livello di inglese B2. Per chi non sapesse di cosa parlo, mi riferisco al quadro comune europeo per le lingue, il QCER (cliccate qui per saperne di più). Ora, secondo me non ero un B2 nemmeno a pagare oro, direi più un B1 con una incapacità evidente nell'articolare le parole nel giusto modo. Sarà che con il francese e lo spagnolo la pronuncia che mi usciva era così soddisfacente che a paragone quella dell'inglese mi faceva sentire un'idiota. Certo, nella prima figuravo come C1 quindi forse un motivo c'era, ma nella seconda figuravo come la terza (l'inglese) e ancora non mi capacito di come sia stato possibile. 
Cielo, che discorso attorcigliato. 
A distanza di anni sono regredita in tutte e tre. Direi che sono un A1 per tutte. No dai, per il francese almeno un A2 me lo darei. (Ti prego, fa' che lo sia ancora. Fa' che non abbia buttato via tutti quei soldi per laurearmi senza aver mantenuto nemmeno un A2!) Voglio dire, ero in grado di parlare di crisi internazionali e argomenti ben gonfi, non posso aver perso tutto. No? No? Nooo?
Ma che spettacolo studiare una vita e ritrovarsi a non saper spiccicare mezza parola, nevvero?
Tutto questo preambolo serve per arrivare a questo: Goodreads


Dopo due anni a ragionare se e quando e sei sicura e ma in che modo?, mi sono finalmente decisa a inserirmi come autrice. Per chi non lo sapesse, si tratta di un social network dedicato ai libri che esiste solo in versione inglese. Nessun problema, mi son detta. Anche se non riesco più nemmeno a chiedere dov'è il bagno? o a dire Massachusetts (non credo di esserci mai riuscita) sono sicura che potrò capire più o meno tutto. Vado. Inizio. Dopo qualche tempo impiegato a tenere il broncio sono approdata dove volevo e... perché risulto autrice di tre libri, uno dei quali non è il mio? Taaadà! Pareva infatti che io avessi scritto È qui che volevo stare, Il mio supereroe e un curioso saggio sui Beatles. Innamorarsi ai tempi della crisi era ancora di M.B., giustamente, visto che chi lo ha inserito mi conosceva in quel modo. 
Peeerchééé deve essere sempre tutto così difficile? Mi sono detta: ora scrivi a Goodreads e ti svergogni davanti a tutti perché non sai più mettere tre parole in fila. Armata, ancora una volta, di broncio, sono riuscita a capire come comunicare il fatto e ho scritto un messaggio rispettabile, anche se poco ricercato. Tutto è stato tutto risolto, dunque... mi trovate qui! Yeeeeh.

Come ve la cavate su Goodreads? Conoscevate la sua esistenza? Lo usate?
Siete anche voi turbati dal fatto che per imparare una lingua ci voglia un sacco di tempo e per dimenticarla un nonnulla?   

M., un tempo linguista 

venerdì 8 aprile 2016

Una settimana prima della pubblicazione...

Io e la tecnologia spesso e volentieri ci combattiamo. Come mai, non saprei dirlo, visto che D. ci si trova totalmente a suo agio. Io, invece, pur avendone una buona cognizione, finisco per incappare in errori/sventure difficili da prevedere e gestire. Dopo lo scherzetto del file del libro caricato come il sistema riteneva più opportuno - evidentemente il capitolo 8 non gli piaceva ed è un gran peccato visto che secondo me, invece, è davvero carino - venerdì il mio indirizzo e-mail si è bloccato impedendomi di ricevere e-mail. Come se non bastasse, mi sono ritrovata a ragionare con Facebook per cercare di capire per quale motivo abbia cambiato il funzionamento delle Fanpage. Ma perché? Me lo spiegate? Dai, dai, dai! 


Ma veniamo a noi e catapultiamoci su... 
Una settimana prima della pubblicazione di È qui che volevo stare cercavo di allentare la tensione raccontandovi come procedeva l'avventura. Non ho finito di scrivere il post in questione e non l'ho pubblicato, così ho pensato di farvelo leggere oggi. Eccolo qua.

Il giorno di uscita si avvicina sempre di più e io sono... non so che aggettivo usare. Diciamo che sono... no, niente da fare. 
In crisi. Ecco. Sì. In crisi può andare.  
Adesso sono nella fase in cui inizio a valutare se tutto ciò che era necessario fare sia stato portato a compimento. La situazione attuale è questa:
- decidere il titolo: fatto. Il nome del libro è nato poco dopo l'inizio della stesura della storia e da lì non è più cambiato. Quando ho aperto il file word e ho scritto le prime righe l'ho chiamato Boh ma sono bastati pochi giorni perché diventasse ciò che è oggi, anche se per un anno ho continuato ad appellarlo Librino Nuovo. Che strano approccio ho ai titoli? 
- rileggere il libro un miliardo di volte e farsi venire dubbi su dubbi: fatto;
- scrivere la sinossi: fatto. Me ne sono occupata subito dopo aver finito la stesura definitiva;
- scegliere la copertina: fatto. Questa è sempre una cosa delicata, per me. Sono un po' esigente quando si tratta di cover ed ero seriamente preoccupata, come sempre, di non riuscire a ottenere il risultato che volevo. Ho scelto da sola le foto che più mi sembravano adeguate e le ho proposte a una grafica che ha fatto un lavoro eccezionale. Sono molto contenta;
- inserirlo nel portale per la pubblicazione: fatto;
- chiedere il permesso per l'uso di una canzone: fatto. All'interno di È qui che volevo stare c il testo di una canzone di un gruppo punk rock americano, i The Queers. Un paio di settimane fa li ho contattati per sapere se potevo ma non mi hanno mai risposto, dunque credo che sarò costretta a eliminare il testo e a lasciare solo i riferimenti alla canzone;
- decidere il prezzo: fatto. È stato facile, lo ammetto. Avevo già in mente da tempo quale sarebbe stata la fascia e dunque si è trattato di scegliere tra due possibilità;
- decidere il giorno di uscita... ci siamo quasi. 

Sembravo molto tranquilla, vero?
Ah. Ah. Ah. 
Uhm.  

M. 


VIP (very important postilla) - per chi avesse comprato il libro prima del 1 aprile, gli aggiornamenti adesso sono definitivi. Questa la procedura: su Amazon>Il mio account>I miei contenuti e dispositivi. Lì c'è la lista dei libri che avete comprato. Nella riga del libro dovrebbe esserci un tab con scritto "Aggiornamento Disponibile". Cliccate e... via! 
Chi lo ha comprato dal 1 aprile in poi ha già la versione corretta. Yeeeh.