mercoledì 20 aprile 2016

Blogtour, 5° TAPPA - "È qui che volevo stare"

Buongiorno cari. 
Si conclude oggi il Blogtour di È qui che volevo stare e sono molto felice di annunciarvi che sarà proprio Il mondo di M. a ospitare l'ultima tappa, quella dedicata all'estratto del romanzo. Dopo lunga riflessione ho decretato che sarebbe stato carino farlo finire nel blog dell'autrice, cioè io.  
Uh. Sono emozionata. Molto emozionata.
Per i nuovi arrivati: ciao, io sono Monica ma qui tutti mi chiamano M. (non è vero, non lo fa nessuno) e sono un'autrice. È qui che volevo stare è mio. Benvenuti! 
Per i vecchi: emmosi cari. Emmosi. Oddio, non so che dirvi, sono troppo emozionata.
Vado al dunque


  
 Se avete intenzione di leggere il libro, se lo avete già letto ma soprattutto se volete vincerne una copia, non perdetevi le tappe precedenti!

13 aprile - 2° TAPPA – I luoghi della gita
15 aprile - 3° TAPPA –  Recensione
Briciole di parole
18 aprile - 4° TAPPA – Intervista
20 aprile - 5° TAPPA – Estratto

Per partecipare al giveaway basta seguire queste semplici regole:
- mettere mi piace alla pagina Facebook dell'autrice:
Monica Brizzi
- mettere mi piace alla pagina Facebook dei blog che ospitano il Blogtour
- lasciare un commento con e-mail e rispondere alla domanda: qual è stata la gita più bella?


Il nome del vincitore verrà comunicato venerdì sera sulla mia pagina Facebook! Avete ancora tre giorni di tempo per commentare e vincere una copia del libro!



Trama:

Una promessa fatta dieci anni prima. Tornare in Grecia, ancora una volta, tutti insieme. È questa l’idea che spinge un gruppo di trentenni a ripetere la gita dell’ultimo anno di scuola.

Peccato che Sofia, una ventinovenne così rossa e piena di lentiggini da essersi meritata il soprannome di Gnomo, non sia pronta a ritrovare tutti, soprattutto Michele, l’ex da cui cerca di scappare. Ma anche Giusti e Paolucci, l’imbucato Martinelli, le ragazze della E, il professore di storia dell’arte, la bidella, Tommaso, l’amico di sempre, il ragazzo di Ragioneria che conosce sin dai tempi delle medie. Tra strane scoperte, nuovi amori, tradimenti, serate in discoteca, pianti e risate a non finire, immersa nella Grecia delle grandi divinità, Sofia riuscirà una volta per tutte a sconfiggere la sua chimera? 

Link di acquisto:
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 Estratto

Camminiamo con decisione, anche se dovrei dire che Anita e Roberta lo fanno perché io mi gratto la faccia e cerco una via di fuga, e arriviamo. Arriviamo. Oh sì, arriviamo.
E Michele è la prima cosa che vedo. È più muscoloso dell’ultima volta e probabilmente alla sua collezione di tatuaggi si è aggiunto qualcos’altro ma cerco di non pensarci. Non che guardare il suo viso mi crei meno problemi. Ha i capelli corti e biondi e sopracciglia chiarissime che incorniciano occhi scuri e sottili. Se non sapessi che tipo è, potrei quasi definirlo serio e composto. Se non ci fossero quelle linee nere tatuate sul collo e sul mento che scivolano sotto la maglietta degli AC/DC.  
No, d’accordo, non è possibile definirlo serio e composto.  
I sentimenti che provo per lui da una vita vengono a galla, tutti, nell’arco di un secondo e mi blocco in mezzo alle sedie. L’affetto, l’odio, il rancore, la simpatia, l’odio, il rancore. Il rancore, l’odio. Ho già parlato di odio e rancore?   
Come se niente fosse continuo a camminare, mi mostro interessata alle mattonelle del pavimento, alla gente che chiacchiera sulle sedie, a ciò che c’è oltre le finestre ma è lampante che voglio finire il prima possibile questa passerella. Michele sorride ad Anita e Roberta che sono qualche passo avanti a me e si gira nella mia direzione. Mi sistemo meglio la borsa sulla spalla e prima che possa rendermene conto è arrivato.  
Non so dove mettere le mani, né se devo dire qualcosa così decido di fermarmi e stare zitta. Anche lui non si muove ma dura solo un istante perché poi mi abbraccia. Non riesco ad avvolgere le braccia intorno al suo corpo, non dopo l’ultima volta.  
«Ehi», sussurra al mio orecchio. Il suo naso inspira il mio odore e lo sento tra i miei capelli mentre muove le mani tentando di catturarmi. Mi sta avvolgendo come una piovra, maledizione.  
«Oh, oh! Potete anche evitare di fare un filmino porno dentro l’aeroporto, no?» protesta Anita infilandomi un dito tra le costole. Sembra il preside in persona, tanto è contrariata, il che equivale a dire il Male puro.  
«Guarda chi c’è!» esclama Martinelli.  
Martinelli. 
Martinelli? Cosa ci fa Martinelli qui? Era il tipo più strano di tutta la scuola e non era in classe nostra. Michele e io ci separiamo e a questo punto mi rendo conto di quanta gente c’è intorno a me. Dovevamo essere sette e invece siamo quindici e tra le varie persone c’è il professore di storia dell’arte che aveva ventisette anni quando ci ha presi in terza liceo, la bidella con cui se la faceva, Lorenzo, di Ragioneria, una tipa della seconda F e due della terza E. Dov’è la mia classe? Che ci fanno queste persone con noi? 
Arriccio la bocca trattenendo la voglia di vomitare alla vista delle due pettegole della E e mi guardo intorno senza salutare nessuno. 
No, no e poi no. Già andare in vacanza con lui è assurdo, figuriamoci portarmi dietro tutta questa gente che ero riuscita a eliminare dalla mia vita. Michele mi fa un sorriso enorme e io penso che forse solo per questo vale la pena, anche se poi mi ricordo che l’ultima volta l’ho mollato io. Allungo la bocca in un sorriso molto poco sincero, mi incammino, saluto rapidamente tutti e il mio viso cambia completamente espressione nel vedere Tommaso. La mia chimera.  Provo una marea di emozioni, tutte insieme, e non so come classificarle, non so come gestirle, non so come sedimentarle. L’unica che estrapolo dal groviglio è che manca l’aria. Aria, ecco cos’è che mi ha sempre tolto. Averlo accanto crea uno scompenso di ossigeno per il quale tutto il mio corpo si immobilizza.  
No, non posso farcela. Non posso averli tutti e due intorno. 
Sto per vomitare ma sarebbe terribile farlo qui. Qualcuno potrebbe lanciare l’allarme contagio da fungo velenoso rovinando la vacanza a tutti. Già vedo il servizio al telegiornale in cui in pieno stile L’esorcista vomito nel gate e impedisco a centinaia di persone di fare il viaggio per il quale hanno risparmiato per un anno. Il giornalista intervista una vacanziera che dice: «era lì, tutta rossa. Aveva i capelli rossi, la pelle rossa, ed era posseduta dal demonio!» 
No, non è proprio il caso. Infilo in una sezione di me stessa le sensazioni dirompenti che mi assalgono e sorrido. È un sorriso falso quanto le tette della tipa della seconda F, ma è l’unica arma che ho per combattere questa strana battaglia.  
Fingere. L’unica soluzione è fingere.  
Ok. Tommaso. Va tutto bene. 
M.

VIP (very important postilla): è un romanzo rosa. Ironico, ma molto rosa. Volevo essere certa che lo sapeste.

venerdì 15 aprile 2016

Tag: 25 fatti libreschi

Da un sacco di tempo non facevo un tag. Mi mancava. In effetti li trovo un ottimo modo per curiosare nella mia "capoccia" e darmi delle risposte. La dolcissima Ariel del blog L'angolo di Ariel mi ha nominata per partecipare e io ho accettato con molta gioia. Il gioco è semplice: elencare 25 cose di me legate ai libri e al loro mondo.
Cercherò di essere breve. So che ce la potete fare a leggerli tutti! 

1. Non riesco a decidere qual è il mio genere preferito.
2. So che il mio genere preferito non è il non genere. Amo i romanzi che possono essere inseriti in una categoria. 
3. Ho paura dei libri thriller. Sono una cag<sotto. 
4. Le biblioteche mi piacciono tantissimo ma non prendo mai libri in prestito. 
5. Ho scoperto di amare i romanzi rosa solo tre anni fa. 
6. Ho letto Harry Potter almeno dieci volte. 
7. Ho letto libri favolosi ma Harry Potter continua a rimanere in assoluto il mio preferito. Dopo più di dieci anni, mi vengono ancora i brividi in certi punti.
8. Gradirei molto che gli italiani apprezzassero nel giusto modo il fantasy e la fantascienza.
[Si nota che sto cercando di usare sinonimi di "mi piace"?]
9. Per anni ho pensato che non avrei mai ceduto al fascino degli eBook e invece... cavolo, come mi hanno conquistata! Il fatto è che i libri che mi conquistano poi me li compro anche in cartaceo. Ho qualche problema, dite? 
10. Continuo a preferire il cartaceo ma sul letto l'eBook è decisamente più comodo. Non mi cade sul naso, tanto per dirne una
11. Dimentico sempre i nomi degli autori dei libri che leggo, anche se li adoro, tranne quelli italiani. Vai a capire. 
12. Mi piace tanto leggere i libri in francese. Tantissimo.
13. Colleziono segnalibri. Ne ho due tazze piene. Una rosa fucsia e una bianca. Preferisco quelli di carta. Possibilmente bianchi con i fiorellini. Sì, mi disgusto anche da sola. 
14. Ricevere libri in regalo mi rallegra molto.
[A che punto sono?]
15. Probabilmente sono l'unica al mondo a cui non piace Il profumo di Süskind
16. Ho letto Piccole Donne subito dopo aver finito Il profumo di Süskind perché sentivo il bisogno di essere felice. Era notte, ero un'adolescente e in casa non avevo la cioccolata. 
17. Quando un libro mi assoggetta smetto di mangiare e di bere perché lo devo finire. 
18. Non sono mai riuscita ad arrivare alla fine de Il Signore degli anelli. Sono giunta a un punto in cui non potevo più seguire Smeagol e Frodo senza pensare che volevo che un nano o un elfo li prendesse a testate
19. Le librerie sono un posto magico in cui sosterei per un sacco di tempo anche senza comprare niente. 
20. Apparirò come una superficiale ma... le copertine contano. Molto. 
21. Sono convinta che leggere i romanzi storici sia un modo eccezionale per imparare la storia.
22. Vorrei che tutti leggessero i libri che mi piacciono.
23. Rileggo spesso i libri che mi hanno colpita.
[Uh che brava, me ne mancano due!]
24. Leggo sempre i ringraziamenti degli autori. Sono troppo curiosa. 
25. Quando finisco un libro che mi è piaciuto tanto mi adombro e divento triste.

Ed eccoci qui. Che ne dite? 

Dovrei nominare qualcuno di voi affinché aderisca al tag ma non lo farò perché... mi piacerebbe che lo faceste tutti. Sentitevi pure liberi di declinare gentilmente. Gentilmente, ho detto. Ma siate amabili e fatelo anche voi. 

Emmosamente,
M. 

martedì 12 aprile 2016

Io, le lingue e Goodreads

Emmosi! Oggi arrivo così, di martedì. Una lezione su Skype cancellata ed eccomi a sproloquiare e a tenervi compagnia. 

Sono uscita dall'università con un livello di inglese B2. Per chi non sapesse di cosa parlo, mi riferisco al quadro comune europeo per le lingue, il QCER (cliccate qui per saperne di più). Ora, secondo me non ero un B2 nemmeno a pagare oro, direi più un B1 con una incapacità evidente nell'articolare le parole nel giusto modo. Sarà che con il francese e lo spagnolo la pronuncia che mi usciva era così soddisfacente che a paragone quella dell'inglese mi faceva sentire un'idiota. Certo, nella prima figuravo come C1 quindi forse un motivo c'era, ma nella seconda figuravo come la terza (l'inglese) e ancora non mi capacito di come sia stato possibile. 
Cielo, che discorso attorcigliato. 
A distanza di anni sono regredita in tutte e tre. Direi che sono un A1 per tutte. No dai, per il francese almeno un A2 me lo darei. (Ti prego, fa' che lo sia ancora. Fa' che non abbia buttato via tutti quei soldi per laurearmi senza aver mantenuto nemmeno un A2!) Voglio dire, ero in grado di parlare di crisi internazionali e argomenti ben gonfi, non posso aver perso tutto. No? No? Nooo?
Ma che spettacolo studiare una vita e ritrovarsi a non saper spiccicare mezza parola, nevvero?
Tutto questo preambolo serve per arrivare a questo: Goodreads


Dopo due anni a ragionare se e quando e sei sicura e ma in che modo?, mi sono finalmente decisa a inserirmi come autrice. Per chi non lo sapesse, si tratta di un social network dedicato ai libri che esiste solo in versione inglese. Nessun problema, mi son detta. Anche se non riesco più nemmeno a chiedere dov'è il bagno? o a dire Massachusetts (non credo di esserci mai riuscita) sono sicura che potrò capire più o meno tutto. Vado. Inizio. Dopo qualche tempo impiegato a tenere il broncio sono approdata dove volevo e... perché risulto autrice di tre libri, uno dei quali non è il mio? Taaadà! Pareva infatti che io avessi scritto È qui che volevo stare, Il mio supereroe e un curioso saggio sui Beatles. Innamorarsi ai tempi della crisi era ancora di M.B., giustamente, visto che chi lo ha inserito mi conosceva in quel modo. 
Peeerchééé deve essere sempre tutto così difficile? Mi sono detta: ora scrivi a Goodreads e ti svergogni davanti a tutti perché non sai più mettere tre parole in fila. Armata, ancora una volta, di broncio, sono riuscita a capire come comunicare il fatto e ho scritto un messaggio rispettabile, anche se poco ricercato. Tutto è stato tutto risolto, dunque... mi trovate qui! Yeeeeh.

Come ve la cavate su Goodreads? Conoscevate la sua esistenza? Lo usate?
Siete anche voi turbati dal fatto che per imparare una lingua ci voglia un sacco di tempo e per dimenticarla un nonnulla?   

M., un tempo linguista