lunedì 5 novembre 2018

Cosa sto facendo? #3

Mi mancano i miei capelli rosa. 
Forse avevate visto, qua e là sui social, che mi ero fatta i capelli lilla. Ci provavo da anni ma per qualche inspiegabile motivo le tonalità del rosa erano restie a prendere e tutte le volte uscivo dalla parrucchiera dello stesso castano/biondo oggi-il-tempo-fa-un-po'-schifo/cenere. Le ragazze che si avvicendavano intorno alla mia capoccia lottavano in ogni modo senza venirne a capo. 
Poi, all'ennesimo tentativo, ce l'abbiamo fatta. Prima rosa (dopo una settimana era diventato color pesca), poi lilla (che è diventato color cipolla). Insomma, ero rosaaaaa! 
Qualcuno di voi dovrebbe aver visto il risultato nelle storie di Instagram (ero così felice che mi sono fatta due o tre foto per immortalare il momento). Ora, però, manca. Anche la strana mistura di colori che ne è venuta fuori dopo. Quasi quasi me li rifaccio. 


lunedì 22 ottobre 2018

Sul libro "Quello che le mamme non dicono"

Durante l'attesa di Meraviglia ho letto tantissimo. Mi sono lanciata su saggi a tema gravidanza, tomi di consigli e/o procacciatori di ansia, testi sull'alimentazione del feto e neonato. Nessuno, però, è riuscito nell'intento di spiegarmi cosa fosse la gravidanza se non il romanzo più carino in assoluto sul tema in questione. 

Quello che le mamme non dicono
Chiara Cecilia Santamaria
Genere: romanzo ironico
Editore: Rizzoli 
Prezzo: 6,99 eBook; 9,35 cartaceo
Uscita: 14 marzo 2012 
Facebook: Ma che davvero? 
Instagram: macheddavvero
Link Amazon: Quello che le mamme non dicono

Lei ha 27 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia. Scoprirlo è uno shock, "fare la mamma" sembra un'attività totalizzante, incompatibile con libertà, sogni, ambizioni. L'autrice decide di affrontare la situazione armandosi di buoni propositi, ma soprattutto di ironia. Qui si sostiene che è buono e giusto conservare la parte migliore di sé - quella divertente, folle, avventuriera - anche dopo un figlio. Che l'istinto materno a volte arriva e altre volte è in ritardo. Ma anche che esistono momenti neri che nessuno racconta, che dopo un mese di neonato ne servirebbero tre di psicoterapia, che ogni tanto è normale rimpiangere il "prima". Dimenticate la mammina che chiama il figlio "angioletto" anche se non dorme da quindici settimane, quella che considera il parco giochi una botta di vita e decanta le gioie delle vacanze coi nonni. Preparatevi a scoprire tutta la verità riguardo alla vita col pupo, e anche gli esilaranti retroscena di pappe, giochi e ninne nanne. Un libro dedicato alle donne che si sentono troppo giovani per fare figli, a quelle che ci pensano ma non sanno cosa le aspetta, a quelle che già ne hanno e certe volte, con tutto l'amore del mondo, vorrebbero fuggire alle Bahamas.

lunedì 1 ottobre 2018

Il Romance Distopico è...

Ve ne ho parlato tanto, anche se mai in modo diretto. Vi ho raccontato che stavo scrivendo una storia, che ci lavoravo e rilavoravo, che era complessa, che era un'impresa ardita, che adoravo i personaggi e 5 minuti dopo li odiavo, che li raccontavo e poi mi fermavo. 
Vi ho parlato, in modo indiretto, di questa storia. Una storia che chiamavo il Romance Distopico perché gli elementi principali che la caratterizzano sono proprio questi. E dopo anni passati a darvi informazioni vaghe, a fare accenni che non portavano quasi mai a niente, qualche giorno fa sui social vi ho detto che sta per arrivare. E in effetti è così.

mercoledì 19 settembre 2018

Sul libro e sul film "Tutte le volte che ho scritto ti amo"

La verità è che ho superato il blocco del lettore grazie alla tv. 
- Ho deciso di iniziare così, in medias res. - 

Come vi avevo raccontato (qui), non sapevo come uscire dall'apatia librosa e mi sono voltata a destra e a manca alla ricerca di un libro che mi prendesse tanto da farmi tornare la voglia di leggere. La svolta non è stata L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome (anche se mi è piaciuto tanto e lo consiglio!) ma... 
Tutte le volte che ho scritto ti amo

Avete presente quei film leggeri, carini, spassosi, che per tutta la durata ti fanno pensare solo alle immagini che ti scorrono davanti? Non ho preso in mano il telefono nemmeno una volta (cosa che faccio regolarmente quando guardo la tv) e mi sono divertita un casino. Mi è sembrato di essere tornata una ragazzina che, d'estate, guardava quelle deliziose commedie anni '80 che davano a ripetizione tutti gli anni e che conoscevamo a memoria, ma che, nonostante ciò, rivedevo comunque.
Gli attori presi per interpretare le parti sono giusti, la sequenza narrativa buona e la dinamica piacevolissima nella sua semplicità. Il film perfetto da guardare dopo una giornata di lavoro impegnativa, quando si cerca un po' di evasione o si ha voglia di guardare qualcosa senza impegno. 
Sul momento, però, non ho pensato di leggere i libri. Dopo una settimana, ho capitolato. Insomma, dovevo trovare il sistema di uscire dall'impasse in cui ero finita, e me li sono comprati tutti e tre.

Tutte le volte che ho scritto ti amo
Jenny Han 

Genere: Young Adult 
Editore: Piemme
Prezzo: eBook € 5,99; cartaceo € 8,41
Uscita: 1 settembre 2015

Lara Jean tiene le sue lettere d'amore in una cappelliera. Non sono le lettere d'amore che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto una per ogni ragazzo di cui si è innamorata, cinque in tutto. L'ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico nonché, purtroppo, il ragazzo di sua sorella. Quando scrive, Lara Jean mette tutto il suo cuore sulla carta, raccontando cose che non si sognerebbe mai di dire ad alta voce. Eppure, un giorno, scopre che tutte le sue lettere d'amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.

lunedì 10 settembre 2018

Sul libro "Wolf. La ragazza che sfidò il destino"

Blocco del lettore.
Quanto può essere fastidioso? La lettura, una delle cose più belle, divertenti, rilassanti ed energizzanti, diventa una guerra. Una serie di battaglie tra te e le parole, le tue sensazioni e le vicende, la mente e la trama. Il libro che ti cade sul naso. Il kindle che scivola sul divano. 
Ecco, sono in pieno blocco del lettore. Salto da una storia all'altra senza trovare quella che mi porta a mangiare la pagina come se fosse cioccolata (perché faccio sempre riferimenti al cibo?).
No ai romanzi rosa, ai distopici, ai fantasy  - cioè tutti i miei generi preferiti. No alla narrativa, no agli storici. Si salva in alcuni casi la saggistica, ma niente di veramente considerabile. Nelle storie di Instagram, qualche giorno fa, ho chiesto consiglio per superare questo stallo e alla fine ho optato per un giallo. Io. Un giallo. La situazione è curiosa. La scelta è ricaduta su L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome e mi è piaciuto un sacco. Per sicurezza, accanto al Kindle con il libro di Alice Basso, c'era Harry Potter. Di solito comincio la rilettura verso la fine di settembre e l'inizio di ottobre, ma negli ultimi anni sono partita in anticipo. Hogwarts ha davvero poteri magici, compreso quello di farmi tornare la voglia di leggere. 
In preda al panico, mi sono anche riletta Bridget Jones. Un amore di ragazzo, l'ultimo della pasticciona inglese più amata di sempre, e l'ho divorato. Per la terza volta. Meno male che ci sono romanzi che riescono sempre e comunque a salvarmi dall'apatia librosa.

Nei mesi precedenti, però, di libri davvero belli ne ho letti. Uno in particolare, anche se dovrei dire due, visto che si tratta di una duologia.

Wolf. La ragazza che sfidò il destino
Ryan Graudin 
Genere: distopico 
Editore: De Agostini
Prezzo: € 6,99 eBook; € 8,41 cartaceo 
Uscita: 12 aprile 2016 
Serie: - Wolf. La ragazza che fidò il destino
- Wolf 2. Il giorno della vendetta

Avrebbe attraversato il mondo per cambiarlo, o sarebbe morta provandoci.

È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque
lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…

domenica 26 agosto 2018

Oh oh, la gravidanza!

Capelli lucenti, pelle perfetta, gioia infinita e purezza completa. Molte donne parlano della gravidanza come se si trasformassero in santoni tibetani che si svegliano al dolce suono di campanellini mossi dal vento e si librano nel mondo con espressioni da dea della pace. Yoga, lunghe passeggiate, energie positive.



Poi ci sono io, e tutte quelle come me. 

I miei nove mesi di gravidanza possono essere suddivisi in fasi.

Prima fase, corrispondente al primo mese.
Oh, oh. Cosa mi sta succedendo? 
Nausea. Gonfiori. 
Ho voglia di mangiare carne, e io non mangio carne. Ho voglia di pollo.
Ho voglia di pollo.
Povero pollo.
Ho voglia di pollo. 

giovedì 26 luglio 2018

Presentazione e intervista: "Albion", Bianca Marconero

Il nome Bianca Marconero vi dice qualcosa?
Se la risposta è no, dovete leggere questo post e segnarvi tutte le informazioni utili che trovate. Se la risposta è sì, siete nel posto giusto.

Bianca Marconero è una delle autrici italiane che preferisco. Il fatto che scriva due dei generi che amo di più è una motivazione già valida da sola, ma non l'unica. Il suo stile, i personaggi che racconta, le ambientazioni, i caratteri (sempre belli tosti) dell'umanità che presenta, sono solo alcuni degli altri. E dunque, potevo esimermi dal farle qualche domanda per sapere qualcosa di più su di lei e ciò che racconta?
Ovviamente no. 

mercoledì 11 luglio 2018

Presentazione e intervista: "Eleinda", Valentina Bellettini

Vi ho mai detto che le interviste mi piacciono un sacco? 
Sono una di quelle cose che leggo con piacere, che mi incuriosiscono verso un personaggio e ciò su cui lavora. Da autrice, e blogger - anche se a volte non sembra - il mio interesse si è sviluppato al punto di farmi venir voglia di essere io a fare domande. E in effetti, quasi due anni fa, questa era l'idea. Poi mi sono fermata perché, come su tutto il blog, non ci ho lavorato molto (mm mm). 
Oggi, in questa soleggiata giornata estiva, con il solito sonno che mi perseguita e la consapevolezza che aver detto basta al caffè è la cavolata più grande dell'anno, torno a presentarvi un libro e la sua autrice, Valentina Bellettini, scrittrice e blogger di Universi Incantati, che ho avuto modo di conoscere due anni fa e che sono felice di far conoscere anche a voi. 


Eleinda - Una leggenda dal futuro 
di Valentina Bellettini 
Genere: urban fantasy/paranormal romance/Sci-Fi
Editore: selfpublishing
Prezzo: €13,26 cartaceo / €2,99 ebook
Uscita: prima edizione 2014 - nuova edizione 5 luglio 2017
Serie: Eleinda 
Link acquisto: Amazon
Facebook: Eleinda


Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita.
A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale.
Amata.

mercoledì 4 luglio 2018

Sui racconti #3: "Un ritaglio di mondo"

Stamattina, quando ho aperto la finestra alle 6, mi è sembrato di essere in Grecia. Un vento leggero, appena percettibile, che muoveva le tende, la luce del giorno che inizia, la sensazione di essere in vacanza. 
Poi, dopo mezzora, è arrivato l'odore di soffritto - ma cosa c'è da soffriggere alle 6.30 di mattina? - e la sensazione è sparita. Così mi sono messa a pulire il pavimento, in pieno stile Cenerentola, ed è partita la giornata.
Adesso, un po' assonnata, cerco di scrivere un post che non sia troppo noioso. Accendo e spengo i canali musicali della tv per vedere se riesco a stimolare la fantasia, mi soffermo sulla tastiera alla ricerca di una frase divertente, sposto lo sguardo da una parte all'altra della stanza per cercare di tenere gli occhi aperti.
Continuare a non bere caffè non è un'idea geniale. 

Non riesco a produrre niente di simpatico.
Mi stanno scivolando gli occhiali sul naso. 
Uff. 

lunedì 2 luglio 2018

Partorirai con...

L'epidurale!
Questa era l'idea, e lo è stata per tutti i 9 mesi. A dirla tutta, lo era anche prima, solo che non ci pensavo. Una volta realizzato, alla domanda: "pensi di fare un parto naturale?", dopo aver riflettuto a lungo su quale riposta avrei dovuto dare la mia replica era "Sì, ma con l'epidurale". 
A un certo punto mi ero anche convinta che al momento di andare in ospedale mi sarei presentata con un cartello sopra la testa con su scritto "fatemi l'epidurale", giusto perché fosse chiaro a tutti che io, questa cacchio di epidurale, non la volevo. La imponevo.