martedì 5 agosto 2014

Foglietto illustrativo

Quando ho scritto questo libro ho pensato che la legenda, la copertina e il titolo già da soli raccontassero che tipo di storia è Innamorarsi ai tempi della crisi
Se nella copertina vedi due figurine che si baciano con i cuoricini intorno, probabilmente sarà una storia allegra e leggera. Se nel titolo vedi le parole "innamorarsi" e "crisi", sicuramente sarà ambientata nella nostra complicata società che parla una lingua viva, in continuo mutamento, che varia da regione a regione, da città a città. Se nella legenda leggi che è una "storia senza pretese, se non quella di riuscire a far trascorrere del tempo con un sorriso e un po' di curiosità", è perché non vuole essere altro che questo. 
Per aiutarvi ancora un po', ho buttato giù una specie di "foglietto illustrativo". Come sempre, buona lettura! :)

1. La legenda. Perché una legenda? Perché chi si aspetta una storia struggente e piena di poesia, o comunque una storia raccontata come tutte le altre, dalla legenda capirà che non è il libro giusto per lui/lei. Quella che ho scritto vuole essere una storia possibile, raccontata in modo veritiero, che acquisisce carattere perché è ricca di modi di dire, parolacce, nomignoli, espressioni della lingua vera, parlata, vissuta. La legenda dice, in poche parole, tutto ciò che il lettore incontrerà nel testo.
Se non basta come risposta, aggiungo che volevo iniziare in modo diverso. Dai, chi si aspetta una legenda in un libro così?

2. Le scelte linguistiche (i verbi). Ci sono libri e libri. Innamorarsi ai tempi della crisi è una storia da passato prossimo. Non perché io non ami il passato remoto. Tutte le altre cose che ho scritto nella vita (essendo per lo più fantasy) sono al passato remoto. Tra l'altro, sono toscana, e per me il passato remoto è familiare quanto "bellino" al posto di "carino" o "ganzo" al posto di "figo". Amo il passato remoto, ma per Dafne e i suoi amici il passato prossimo è perfetto. Sia perché ci sono riferimenti anche al presente, e creare troppo distacco temporale non avrebbe avuto molto senso ai fini della narrazione, sia perché è qualcosa di vicino, che non è finito. Il passato remoto è concluso, l'avventura di Dafne assolutamente no.

3. Le scelte linguistiche (il resto). Non so i vostri amici, ma i miei di parolacce ne dicono tante. La storia che ho scritto è piena di dialoghi e messaggi di ragazzi che vivono nel 2013, in Italia.
Io e le persone che conosco usiamo nomignoli, modi dire e spesso diamo vita a neologismi che ci portiamo dietro per mesi e che capiamo solo noi (ho preferito evitarli perché Dafne con i suoi "mm mm" e "mmm" aveva già fatto molto in questo senso, tanto che negli ultimi giorni i messaggi da e per i miei amici sono pieni, per l'appunto, di "mmm" e "mm mm"). Perché non avrebbero dovuto farlo Dafne, Alessio, Nicola, Flavio ed Elena?
Se leggo un romanzo storico, mi aspetto di trovare un passato remoto e un linguaggio vagamente aulico. Se leggo un fantasy medievale, mi aspetto ancora una volta un passato remoto e un linguaggio molto romanzesco. Se leggo una storia d'amore ironica che racconta di ragazzi sui trent'anni, mi aspetto la lingua viva. Mi aspetto l'italiano neostandard, con tutto ciò che si porta dietro. Mi aspetto, addirittura, qualche connotazione regionale (non voglio dire che debba esserci, ma solo che se ci fosse non mi stupirei troppo).

4. Di storie come questa ne esistono a bizzeffe. Ed è meraviglioso, perché vuol dire che nonostante tutto c'è un sacco di amore nel mondo e c'è un sacco di gente che ha voglia di leggerlo. Un amore fresco, divertente, reale. Innamorarsi ai tempi della crisi è una di quelle storie leggere, ironiche e simpatiche. La storia di Dafne prova a differenziarsi un po' perché oltre a presentare un personaggio femminile atipico, usa un linguaggio assolutamente "colloquiale, familiare, a tratti volgare", usa delle liste per semplificare ciò che Dafne pensa e racconta attraverso i messaggi.

Il mio libro non voleva essere altro che questo. E se devo essere sincera, va bene così. Ciò non significa che non ci siano cose che non funzionano. Significa solo che senza legenda, senza liste, nomignoli, parolacce e passato prossimo, non sarebbe stato così. Non sarebbe stata la storia che volevo raccontare. Io spero tanto che la amiate quanto me, e quanto tutte le deliziose persone che in questi giorni mi stanno scrivendo per dirmi quanto gli è piaciuto.

Per concludere. Leggete bene la legenda, riflettete attentamente sul titolo e osservate la copertina. C'è "scritto" tutto ciò che dovete sapere.

M.


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